COME INIZIARE LA PRATICA DEL CAMMINARE SCALZI

Nell’articolo precedente abbiamo visto il benessere che porta il ritorno a camminare scalzi.

Oggi vediamo come iniziare traendone benefici; perché come in tutte le cose, anche il togliersi le scarpe può richiedere del tempo per riadattare e riportare i piedi al loro stato, più forti e funzionali.

Facciamo una premessa. Provate a bagnare la pianta di un piede e lasciare un’impronta sul terreno. Noterete che (nonostante ognuno di noi abbia un piede di fattura differente) l’impronta ha una forma triangolare dove l’apice coincide con il tallone.  Il 90% delle scarpe in commercio, invece, ha forma triangolare rovesciata, dove l’apice coincide con la parte anteriore del piede.

Com’è possibile far entrare il piede dentro di essa ?  Si contrae, si schiaccia, si comprime fino a “deformarsi”, e con gli anni diviene meno funzionale, oltre ad indebolirsi e con esso tutta la muscolatura fino alla colonna vertebrale.

Cosa vuol dire ? Un cambiamento dell’intera postura della persona eretta.

Nel corso degli anni questo può portare a varie patologie che vengono indirizzate erroneamente a cause di genere differente, mentre il tutto parte e si genera proprio dall’uso smisurato delle scarpe moderne.

Il problema principale per chi vuole provare a camminare scalzo sono i ricettori della pianta del piede che con l’utilizzo prolungato delle scarpe sono ormai assopiti. I piedi sono attraversati da ben 7000 terminazioni nervose, ognuna collegata con una parte del corpo. Pensate bene quale attività sensoriale risiede nei nostri piedi e che importanza hanno. Isolandoli nelle scarpe, ogni qualvolta, (scarpe di giorno, ciabatte in casa) hanno perso la loro funzione principale di inviare al cervello le sensazioni tattili di ciò che calpestiamo.

Solo con la pratica, riportiamo la fascia plantare a saper riconoscere i vari terreni ed a beneficiare da essi tutto quanto appreso nel precedente articolo.

Cosa aspettate ?

Sospendente un attimo la lettura e toglietevi le scarpe provando a fare quattro passi.

Io vi aspetto qui …………..

Avete notato come sia differente la camminata, rispetto a farlo con qualsiasi altezza di tacco ? E se rimettete le scarpe e riprovate gli stessi quattro passi, che sensazioni diverse, adesso che il cervello ha in archivio la prima esperienza sensoriale scalza ?

Bene. Il vostro approccio può iniziare principalmente e soprattutto nello stare scalzi in casa. Adesso che inizia la bella stagione dovreste esserne facilitati.

Per le prime volte bastano anche soli 20 minuti al giorno, per aumentare gradualmente rispetto alle esperienze di ognuno.

Quando ci si sente pronti ci si può “scalzare” in un parco, all’aria aperta, su un prato d’erba.

Elemento l’erba, essenziale per iniziare a percepire sensazioni che le scarpe ci hanno tolto.

Con gradualità e senza esagerare si può arrivare a stare scalzo anche l’intera giornata. Dobbiamo dar modo ai piedi di riabituarsi allo stare senza scarpe, e per far ciò può essere necessario un periodo breve o lungo a seconda di ogni individuo.

Perché al mare si è soliti camminare scalzi sulla sabbia e da altre parti no ?

Alzi la mano chi da bambino non ha camminato o corso scalzo su un prato.  Perché allora da adulti perdiamo questa condizione naturale ?

Il nostro scopo, come associazione, è quello di creare percorsi per voi che inglobino tutti i tipi di terreni e di sensazioni tattili che con la pratica scalza possiamo incontrare, e quindi dar modo ai piedi di “apprendere” quello che hanno dimenticato negli anni, ed a rilasciare di conseguenze il benessere psico-fisico che ricerchiamo.

Vi aspettiamo.

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