EARTHING E RECUPERO DOLORI MUSCOLARI

Dopo un’attività fisica intensa, o per chi esegue per la prima volta un’attività su distretti muscolari non allenati, si genera un effetto di indolenzimento muscolare con picco di insorgenza tra le 24 e le 48 ore, per poi estinguersi entro 96 ore.

Questo indolenzimento viene definito DOMS, acronimo inglese di “Delayed Onset Muscle Soreness” (Indolenzimento Muscolare a Insorgenza Ritardata).

Si tratta di una normale risposta fisiologica determinata da un allenamento anaerobico di natura eccentrica, per effetto di varie cause, rigidità muscolare, velocità di contrazione, angolo di contrazione e fatica.

L’effetto genera una risposta infiammatoria con produzione di scarto metabolico che stimola le terminazioni nervose causando dolore. In più questo lo scarto metabolico va a richiamare globuli bianchi neutrofili i quali generano radicali liberi che anch’essi danneggiano la zona lesa.

Bisogna altresì tenere distinti eventuali errate connessioni tra DOMS, strappi muscolari o acido lattico.

In caso di strappo muscolare è necessario fermare l’attività per non peggiorare l’infortunio, al contrario di un DOMS che ne permette la prosecuzione, mentre è stata dimostrata la non connessione con l’accumulo di lattato, che ha picchi durante l’attività fisica ma rientra nella normalità dopo 30-60 minuti.

Ebbene nel 2010, i ricercatori Brown D., Chevalier G. ed Hill M. hanno pubblicato su “Journal of alternative and complementary medicine” di New York, (che possiamo trovare su Pub Med) una sperimentazione medica-scientifica sugli effetti dell’Earthing, e quindi la messa a terra, sui Doms, e sugli effetti di recupero da un intenso sforzo fisico muscolare.

I risultati sono stati stupefacenti, tanto che dopo quel periodo sono stati adottati da molti sportivi nonché squadre. La prima a sperimentarne gli effetti fu la US Postal, squadra di ciclismo professionistico, riportando molti effetti benefici con diminuzione dei tempi di recupero.

In pratica i ricercatori hanno preso 8 atleti e sottoposti ad esercizi eccentrici anaerobici che hanno stimolato l’insorgenza di Doms. 4 atleti sono poi stati trattati con elettrodi collegati a terra, mentre 4 atleti con la stessa procedura, solo che a loro insaputa il contatto a terra non era stato collegato.

A tutti sono stati misurati valori ematici con particolare attenzione alla rispondenza dei globuli bianchi, e nei 4 atleti connessi a terra sono risultati valori dal 10 al 16% più favorevoli a livello basale.

In pratica hanno recuperato prima e meglio lo sforzo.

La parte fondamentale è proprio la connessione tra il nostro corpo e la terra, il contatto tra i due, che oggigiorno viene a mancare a causa dell’utilizzo di scarpe, piuttosto che case isolanti.

Lo scambio di elettroni presenti sulla superficie della terra svolge un importante funzione di neutralizzazione delle molecole instabili nel nostro organismo.

Fino a non molti anni fa abbiamo cercato di combattere i radicali liberi con il cibo, ma oggi è ampiamente dimostrato come basti una camminata a piedi nudi in natura di mezz’ora al giorno per ottenere risultati migliori.

Gli stessi atleti sottoposti alla predetta ricerca sono stati collegati a terra anche durante il sonno notturno dormendo su un lenzuolo, con trame di fili d’argento, collegato a terra con cavi di connessione.

Questi strumenti, per essere collegati a terra anche durante il sonno, sono tutt’oggi acquistabili, per combattere la disconnessione e migliorare sia la vita quotidiana (come visto nel precedente articolo “Earthing”), che la vita sportiva.

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